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IL  DIVINO 

"Siamo pezzetti di risposte degli altri !

 La fiaba e' la storia di un altro ...di un altro eroe.

 Essa e' un pezzetto di risposta per noi."

 

 

 

 

 "Dio dorme nella pietra,

sogna nel fiore,

si desta nell'animale

e sa di essere desto nell'uomo"

(proverbio asiatico)

 

 

 

        

AL-KHIDR

Una delle esperienze piu' interessanti e avvincenti e' stata quella relativa al percorso fiabesco su Al-Khidr.  Nel Corano e' un inviato del cielo, un angelo.  Nella cultura ebraica invece viene identificato col Profeta Elia. In entrambi i casi egli e' stato inviato sulla Terra per mettere alla prova Mose' rispetto alla sua capacita' di affidarsi a Dio totalmente (come, al contrario, egli sosteneva di essere in grado di fare.

Al-Khidr mette alla prova la fede di Mose' per ben tre volte e quest'ultimo, pur essendo egli stesso un prescelto da Dio, un inviato sulla Terra, presto dovra' rendersi conto della sua incapacita', come essere umano, di comprendere totalmente i disegni divini che prescindono dalla logica della mente, un po' limitata dalla ricerca forsennata di coerenza razionale e percio' impossibilitata a comprendere la motivazione di certi eventi inspiegabili.

Alla fine delle tre prove Al-Khidr svela a Mose' il disegno di Dio rispetto ai fatti di cui egli e' stato poco prima testimone.  A Mose' non resta che prendere atto della limitatezza della visione umana rispetto a quella Divina che invece soprassiede a tutto quanto.

Ecco di seguito uno stralcio della 18esima sura del Corano, nella quale viene citato l'episodio sopra descritto (dove, per altro, Al-Khidr non viene mai nominato esplicitamente):

...

65 Incontrarono uno dei Nostri schiavi, al quale avevamo concesso misericordia da parte Nostra e al quale avevamo insegnato una scienza da Noi proveniente.

66 Chiese (Mose'): «Posso seguirti per imparare quello che ti e' stato insegnato (a proposito) della retta via?».

67 Rispose: «Non potrai essere paziente con me.

68 Come potresti resistere dinnanzi a fatiche che non potrai comprendere?». 

69 Disse (Mose'): «Se Allah vuole saro' paziente e non disobbediro' ai tuoi ordini»;

70 (e l'altro) ribadi': «Se vuoi seguirmi, non dovrai interrogarmi su alcunche' prima che io te ne parli».

71 Partirono entrambi e, dopo essere saliti su una nave, quello vi produsse una falla. Chiese Mose': «Hai prodotto la falla per far annegare tutti quanti? Hai certo commesso qualcosa di atroce!».

72 Rispose: «Non ti avevo detto che non avresti avuto pazienza insieme con me?».

73 Disse: «Non essere in collera per la mia dimenticanza e non impormi una prova troppo difficile».

74 Continuarono insieme e incontrarono un giovanetto che (quello) uccise. Insorse (Mose'): «Hai ucciso un incolpevole, senza ragione di giustizia? Hai certo commesso un'azione orribile». 

75 Rispose: «Non ti avevo detto che non avresti avuto pazienza insieme con me?». 

76 Disse (Mose'): «Se dopo di ciò ancora ti interroghero', non mi tenere piu' insieme con te. Ti prego di scusarmi.» 

77 Continuarono insieme e giunsero nei pressi di un abitato. Chiesero da mangiare agli abitanti, ma costoro rifiutarono l'ospitalita'. S'imbatterono poi in un muro che minacciava di crollare e (quello) lo raddrizzo'. Disse (Mosè): «Potresti ben chiedere un salario per quello che hai fatto».

78 Disse: «Questa e' la separazione. Ti spieghero' il significato di cio' che non hai potuto sopportare con pazienza. 

79 Per quel che riguarda la nave, apparteneva a povera gente che lavorava sul mare. L'ho danneggiata perche' li inseguiva un tiranno che l'avrebbe presa con la forza.

80 Il giovane aveva padre e madre credenti, abbiamo voluto impedire che imponesse loro ribellione e miscredenza

81 e abbiamo voluto che il loro Signore desse loro in cambio (un figlio) piu' puro e piu' degno di affetto.

82 Il muro apparteneva a due orfani della citta' e alla sua base c'era un tesoro che apparteneva loro. Il loro padre era uomo virtuoso e e il tuo Signore volle che raggiungessero la loro eta' adulta e disseppellissero il loro tesoro; segno questo della misericordia del tuo Signore. Io non l'ho fatto di mia iniziativa.  Ecco quello che non hai potuto sopportare con pazienza.

...

 

 

E' stata molto interessante l'esperienza di usare la scrittura della fiaba proprio per far incontrare Al-Khidr a diverse persone che non ne conoscevano assolutamente l'identita'.

La ricerca e l'esperimento fatto in tal senso si e' svolto nel 2002, anno immediatamente successivo agli attentati dell'11 settembre. Tutte le persone coinvolte in questa esperienza ignoravano l'identita' di Al-Khidr.  Sia a me, sia alla mia insegnate e supervisore Antonia Bedi, ci aveva colpito tantissimo il fatto che, nonostante il nome arabo, ed essendo buona parte di loro abbastanza prevenute rispetto alla cultura musulmana, tutte quante avevano riconosciuto in Al-Khidr l'angelo, la guida spirituale, l'inviato del cielo... il maestro invisibile.

L'aspetto che piu' mi ha commossa e' stato di aver scoperto che INCONSCIAMENTE SAPPIAMO TUTTO, anche tutto cio' che riguarda una cultura che non e' la nostra e che a livello cosciente non ci coinvolge piu' di tanto, se non per i fatti di cronaca e i luoghi comuni divulgati dai media.

In tutti i racconti emergevano le peculiarita' di Al-Khidr.

Lui e' la saggezza immortale e come tale, nella scrittura della fiaba, egli costituisce una risorsa che, una volta evocata, emerge sempre. Per quanto razionali e distanti da questo concetto possano essere le persone, quando vengono invitate a scrivere la loro fiaba personale con la presenza di Al-Khidr, quest'ultimo emerge sempre come un sommo saggio e un maestro interiore.

Avendo praticamente evocato, grazie alla scrittura, un Essere supremo, affiora tutto cio' che in quella persona e in quel preciso momento, contrasta con quanto Al-Khidr stesso rappresenta. Nei loro scritti era emersa in modo evidente la parte di sfiducia in se stessi, dietro alla quale sostavano i talenti e le qualita' profonde, che fino ad allora queste persone non conoscevano di se stesse, ma che ovviamente erano chiare nella Mente divina e nei suoi disegni per ognuno di loro.

Mose' dunque, con la sua umana diffidenza, e' dentro ognuno di noi, cosi' come lo e' Al-Khidr, con la sua divina saggezza.

Quando ci sforziamo di capire, cercando a tutti i costi la logica nelle cose, siamo come Mose'.  Non avremo mai risposte totalmente soddisfacenti ed esaurienti e la mente ci porra' sempre dei limiti invalicabili.

Quando invece ci affidiamo ai suggerimenti del "Maestro interiore Al-Khidr", oltrepassiamo automaticamente i limiti umani, connettendoci con la Volonta' Divina che vedendo e sapendo tutto, ha ben chiaro cio' che e' meglio per noi.

Leggere le fiabe delle persone coinvolte in questa esplorazione, e' stato terapeutico anche per me, in quanto e' come se io stessa avessi "viaggiato" con coloro che, a loro volta avevano incontrato Al-Khidr. Nonostante fossero storie di altri, ripeto, anche per me c'e' stato un ritorno prezioso: mi hanno messa continuamente in contatto con tutte le possibilita' offerte da questo cammino... interiore, con la dimensione mistica e con tutte le opportunita' di trasformazione.

Nelle fiabe l'ispirazione percorre tempi e spazi lontani tra loro e praticamente infiniti.

In questo viaggio che viene inevitabilmente intrapreso ogni volta che leggiamo una fiaba, ognuno riceve la sua parte di impulsi creativi.

Questo fa parte del concetto secondo il quale le fiabe nascerebbero nello stesso periodo. In pratica, quando c'e' un'energia cosmica che si risveglia, piu' persone nella medesima epoca ne vivono il richiamo e gia' solo leggendo i racconti fantastici scritti da altri, entriamo in questa energia di riscoperta della profonda saggezza interiore.

 

 

 

 

      

I NOMI DIVINI 

Sulla spinta dell'eperienza con Al-Khidr, sono poi giunta a quella dell'uso dei Nomi di Dio nel Corano. Sono in tutto 99 (anzi, piu' precisamente 100 meno uno, dove il centesimo e' segreto e conosciuto solo dai maestri illuminati). 

Ogni nome rappresenta una delle qualita' divine.

Questa definizione e' in effetti un po' riduttiva, in quanto nella dimensione umana, l'atto di definire qualcosa di divino e' gia' di per se restrittivo rispetto al potenziale del significato di ogni singolo nome.

Infatti, definendo e descrivendo le qualita' divine, esse restano solo un assaggio di cio' che e' la loro  grandezza e imperscrutabilita'.

Si tenga anche conto che i nomi di Dio sono in lingua araba, considerata una delle 4 lingue sacre del mondo: le altre sono l'ebraico, l'aramaico e il sanscrito. Sacre in quanto nate quasi insieme all'uomo, nella lontana "notte dei tempi"... Sacre, in quanto la loro vibrazione e' completamene connessa e in risonanza con il significato della parola stessa. La loro recita come un mantra costituisce una vera e propria pratica di evoluzione spirituale.

Dunque, facendo incontrare nella fiaba il personaggio principale con una di queste doti divine, succede che in modo automatico emerga nella scrittura creativa cio' che nel profondo di noi e' in armonia e/o cio' che si contrappone alla qualita' stessa che il nome rappresenta, fornendo un chiaro quadro di come procedere poi con la scrittura: quali nuovi stimoli dare per poter riequilibrare le parti discordanti rispetto a quella specifica caratteristica divina.

 

 

 

 

      

UN ULTERIORE PASSO VERSO IL DIVINO:

IL LAVORO CON LE LETTERE DELL'ALFABETO

Sintesi ad imbuto da frasi negative su stato d'animo del momento, fino al raggiungimento di una singola lettera... Da plasmare e vivere in modo libero e creativo, come nuovo "semino" e punto di partenza per la riapertura verso contenuti positivi e una rinnovata risonanza con noi stessi.

Un nuovo semino per una nuova visione della vita. I risultati sono praticamente immediati.

 

 

 

 

      

L'IMPORTANZA DEGLI OPPOSTI E IL DONO DELLA

DUALITA' (cio' che e' bene, e' bene anche per il male, cio' che e' male, e' bene anche e soprattutto per il bene)

L'arte di mettersi nei panni dell'opposto ci permette di aprire la mente, scardinare gli schemi appresi e radicati, visionare l'intero perimetro della personalita'... Insomma un modo per  capire veramente "chi siamo" e "cio’ che vogliamo fare di noi".

 

 

 

 

      

LA "FIABA" DI DIO

Sura XXIV

An-Nûr  (La Luce)  -  Post-Eg. n.102 di 64 versetti  -  Il nome della sura deriva dal versetto 35

35 "Allah e' la luce dei cieli e della terra. La Sua luce e' come quella di una nicchia in cui si trova una lampada, la lampada e' in un cristallo, il cristallo e' come un astro brillante; il suo combustibile viene da un albero benedetto, un olivo ne' orientale ne' occidentale, il cui olio sembra illuminare senza neppure essere toccato dal fuoco. Luce su luce. Allah guida verso la Sua luce chi vuole Lui e propone agli uomini metafore. Allah e' onnisciente."

 

 

La fiaba di Dio.  Tutto e' fermo anche se si muove, tutto e' grande pur se piccolo e al contempo di qua e di la'. Una grandiosita' che la mente non puo' contenere  e che in ogni caso ne e' piena.

Egli sa tutto. Noi possiamo conoscere ogni cosa solo tramite metafore, poiche' ci sono cose inspiegabili e solo pochi possono comprenderle. Questi sono coloro che realizzano la bellezza del creato con la creativita', esplicitata dalla pittura, dalla scultura, dalla musica, dalla poesia... e anche dalle parole che ispirano ed evocano la magia del mistero. Come il mondo fiabesco, dove gli opposti non sono quasi mai speculari, ma sempre paradossali. Nella loro apparente assurdita' comprendono ogni divenire possibile.

 

 

 

 

 

 

IL DIVINO NELLE FIABE

"La collina delle fate", un inizio per poter riflettere su:

Che sentenze emetti su di te? Pensi di avere un aspetto negativo che poi si presenta al mondo con una facciata positiva? Chi aveva la doppia faccia in casa tua? O meglio: chi pensavi che avesse la doppia faccia nella tua famiglia? Sai che la fantasia puo' riflettere la disperazione e al contempo l’aspetto positivo (la madre) della consolazione?

Sai che quando ti prendi un impegno col Divino, devi mantenerlo, altrimenti sara' il tuo stesso senso di colpa a punirti?

 

 

IL DIVINO NELLE FIABE

"Jack e il fagiolo magico", un inizio per poter riflettere su:

Quando ti esprimi al massimo ti senti in colpa verso Dio? Pensi che le risorse interiori siano tue o pensi in qualche modo di averle "rubate a Dio"? Ossia credi che le cose buone non ti appartengano e non ti apparterranno mai? Sono di qualcun altro piu' grande di te che se ti becca ti distrugge, in quanto solo Dio vale e percio' merita. Cosa pensi di questo?

Sai che se ti esprimi non porti via nulla a Dio / al gigante? Dato che lui di risorse ne ha sempre una nuova e pronta? Sai che le capacita' di colui che e' piu' grande di noi, sono in noi?

Sei consapevole che per diventare adulto devi incontrare il gigante, ovvero colui che credi sia negativo?... e vincerlo? In quanto e' lui che ha la gallina dalle uova d'oro? Sai che le tue migliori risorse sono nascoste sotto le tue stesse visioni negative?

Hai una visione malvagia e terribile del benessere economico? Cosa faresti senza il tuo schema di poverta'? Pensi di rischiare la depressione? Sai copiare dal gigante, che ha sempre nuove risorse?

Ossia quando rompi uno schema, sai che quel vuoto va riempito dai talenti? Per riempire il vuoto della rottura dello schema, riesci a copiare il gigante (che ha sempre nuove risorse)?

Hai il coraggio dell'innocente? Quello di affidarsi alla parte magica e alla vita? Quello che agisce solo per necessita' e non per avidita'? Quando sei innocente e hai ottime intenzioni sei protetto e passi incolume attraverso i pericoli, come Jack che, sebbene prende per se, in realta' non sottrae nulla all'orco, in quanto sa che quest'ultimo puo' continuamente ricreare le proprie risorse (come Dio che e' risorsa infinita).

Cosa pensi che ti manchi di cio' che sa far vivere l'innocenza e il benessere, per poter affrontare le cose in modo rinnovato? Temi il rischio di una punizione (l'orco) per esserti affidato all'innocenza e alla magia della vita?

 

 

IL DIVINO NELLE FIABE

"Il pifferaio di Hamelin", un inizio per poter riflettere su:

Lui e' angelo col quale fai un voto. Loro non mantengono l'impegno, cosi' devono "pagare il dazio" . Ne usciranno solo grazie al bimbo zoppo, solo grazie all'umilta', all'innocenza e all’aspetto piu' sottovalutato che puo' cambiare la situazione.

Il pifferaio ispira il bimbo zoppo (e' come se lo lasciasse fuori apposta "mandandogli l’ispirazione" di come vivere la creativita' e trovare in tal modo, la soluzione (per eliminare la malvagita' rappresentata dal borgomastro).

I topi: quando si e' sopraffatti dal pettegolezzo e privi di anima come i cittadini di questa citta', e' come se ci si giocasse l'aspetto innocente, l'aspetto bambino che, invece e' quello che fa risolvere le situazioni.  In che modo pensi che ti possa riguardare tutto cio'?

Ci sono dei sacrifici che si fanno per eliminare il male collettivo (i bambini, i figli della citta'). Il borgomastro infatti rappresenta l'aspetto "topo" di ogni cittadino. In un certo senso era sempre lui che ne fomentava l'invasione. Tutto si risolve quando il bimbo salva la situazione, ovvero quando la persona meno considerata e valutata (l'aspetto piu' sottovalutato di noi) e' quella che dara piu' frutti.

Infatti e' solo l'umilta' che permette di accettare il dono dell'ispirazione Divina, di vedere che ci sono i doni. E' l'umilta' che ti fa aprire. Se tu al contrario hai gia' un ruolo definito col quale ti sei identificato non puoi permetterti di ricevere un messaggio divino, perche' esso e' al di vuori dello schema nel quale ti sei identificato e percio' non lo puoi vedere. Cosa pensi di tutto cio'? Ti riguarda?

Sperimenti i tuoi talenti? (es. nell'ambito del  sociale, public relation, la musica, etc...)?

Anche se forse ti vedi ancora un po' menomato, sappi che i tuoi talenti ti porteranno ad esprimerti nel sociale.  Non sottovalutare le situazioni apparentemente negative, perche' sono quelle dove ti puoi sperimentare e che ti danno forza. Hai fiducia in questo?

Il male prima o poi viene sempre debellato anche se c'e' la corruzione, poiche' c'e' sempre un disegno piu' ampio, dove il male ne fa solo parte e la soluzione fa gia' parte dello strato piu' ampio del disegno. Infatti se il borgomastro avesse pagato il suo debito al pifferaio, tutti sarebbero stati contenti, ma la cosa sarebbe finita li... poi magari sarebbero ricaduti nel pettegolezzo (l'invasione dei topi).

Al contrario: il toccare il fondo, rapendo i figli, produce un cambiamento. In questo modo si puo' esprimere totalmente il disegno piu' elevato: attraverso il fanciullo menomato che fa vedere e percepire a tutti quanti le infinite possibilita'. Non solo quella di eliminare i topi (il pettegolezzo), ma anche di fare un salto di qualita’:  "tutti potete copiare il pifferaio, costruendo un piffero, suonandolo e percio' diventando magici".

Il pifferaio e' come Al-Khidr. Rende sempre il soggetto ispirato: egli  stesso portatore di luce e a sua volta ispiratore.

Infine, il ragazzino copiando il piffero del pifferaio, mette in pratica il principio del "come se...". Come disse Frazer: la magia funziona per similitudine, pertanto cio' che fa un angelo lo possiamo fare anche noi.

 

 

IL DIVINO NELLE FIABE  (racconto biblico - vedere pag. sito "Gli Animali")

"Giona e la Balena", un inizio per poter riflettere su:

Tendi a sottrarti quando le cose non vanno come vorresti tu? O ti affidi?  Ti abbatti per un nonnulla (come Giona per la pianta di ricino), perdendo di vista il disegno piu' ampio?

Il tuo vedere e' limitato all'evidenza del momento? Finche' noi abbiamo una visione limitata ci auto-puniamo in quanto siamo noi che ci abbattiamo per un'inezia, dando la colpa a Dio... Cosa pensi delle punizioni Divine?

Ti affidi o ti sottrai quando pensi che le cose non vanno come vuoi tu? Il sottrarsi e' dato quando ragioniamo troppo, e tu?

Giona, entrando nella balena, entra in contatto col mondo puro degli istinti e quindi col mondo del Divino, che e' puro, appunto? Riesci ad entrare dentro di te?  La balena e' l'elemento "sacro" nella storia, in quanto sopravvivere dentro di lei per  3 giorni e 3 notti vuol dire essere gia' "oltre" alle aspettative, oltre ogni attesa umana.

Ti affidi a Dio? Dio sceglie sempre colui che meno se lo aspetta, in quanto Dio non e' dove noi abbiamo il controllo e le aspettative. Lui non risponde ad esse. Dio sceglie le persone oltre le regole e aspettative della societa'. Infatti, andare contro le aspettative vuol dire andare anche "oltre" ai limiti della mente umana (l'aspettativa fa parte del controllo e percio' dei limiti della mente umana). Dato che Dio e' oltre, e' ovvio che ti chieda cio' che tu non ti puoi aspettare.

I santi, pregando, si aspettano un segno del Divino, invece puntualmente arriva a loro il diavolo con le sue tentazioni, perche' e' quest’ultimo ad andare oltre le aspettative determinate dalla loro santita'. Questo e' l'aspetto ombra del Divino che si manifesta a costoro, confermando il concetto che Dio e' veramente oltre alle attese e al controllo di ognuno di noi.

Percio' Egli sceglie le persone apparentemente piu' lontane poiche', piu' esse sono distanti, piu' possono testimoniare quanto e' grande Dio e la sua Opera.

Proprio per questo il Divino, nel suo aspetto "luce", si manifesta a colui che non ha speranze di controllo sui risultati e che, a maggior ragione, ne viene folgorato: egli sara' cosi' un vero testimone. Ed ecco perche' ha scelto Giona, cosi' come S.Paolo e molti altri... Tutte persone diffidenti e apparentemente lontane: esse possono testimoniare meglio, in quanto la loro testimonianza avra' ancora piu' attendibilita' e credito.

 

 

IL DIVINO NELLE FIABE

"Il fedele Giovanni ", un inizio per poter riflettere su:

In questa fiaba l'affidarsi al disegno piu' elevato mette in equilibrio automaticamente sia il maschile, sia il femminile (e la Regina viene sciolta automaticamente dall'incantesimo e riconosce subito l'operato di Giovanni). Dato che il materno non c'e', e' come se fosse sotto incantesimo, tu hai mai avuto questa sensazione?

Riesci ad avere fiducia fino in fondo o c'e' un punto che ti fa crollare (come per es. la gelosia)? Ti capita di avere la percezione chiara dei passi successivi da compiere? Ossia hai dei presagi, cosi' come sicuramente li ha il tuo "servitore interiore"?

Sai essere nella tua vita un servitore non servile, come Giovanni? Giovanni e' come Al-Khidr, cioe' le sue azioni si presentano come un Disegno Divino imperscrutabile... e per un po' il Re e' piu’ bravo di Mose', ma alla terza prova (l'aspetto materno e sessuale), il Re non riesce piu' a fidarsi di Giovanni. Non riesce piu' a fidarsi totalmente del Disegno Divino: la gelosia fa sempre crollare gli esseri umani. Tu cosa ne pensi?

Anche se tutto e' ok nella tua vita, ci sono degli aspetti della tua quotidianita' che ti fanno crollare? Delle fisse, come la porta segreta?

Quando Giovanni spiega e svela il Disegno Divino diventa di pietra, ossia paradossalmente quando "sappiamo", la trasformazione e l'evoluzione diventa piu’ lunga e lenta perche' rimane un po' pietrificata, ti e' capitato?

Quando perdi la fede in te stesso e vedi a cosa hai dovuto rinunciare, a quel punto accetti qualsiasi cosa (il bene piu' grande che sei disposto a sacrificare: nella fiaba sono i figli stessi del Re).

Troppo comodo aver fiducia solo quando ti viene rivelato il motivo, dato che se Giovanni lo deve rivelare vuol dire che gia' qualcosa si e' incrinato... in ogni caso non hai avuto fiducia. Ti e' mai capitato nella vita?

Percio', tu Re, che devi essere al di sopra delle parti, ora non devi fare differenza tra Giovanni e i tuoi stessi figli. Il sacrificio dei figli (come per Abramo e Isacco) costituisce il distacco, la coerenza totale del fidarsi totalmente, l'agire senza fare differenze. Hai mai dovuto affrontare questo aspetto nella tua vita?

In tal modo ti affidi al Disegno piu' Elevato, in quanto il sacrificio dei figli rappresenta la rinuncia che ancora pesa, gli attaccamenti terreni, come la gelosia che non ci fa affidare totalmente, non facendoci essere al di sopra delle parti (i propri figli). Cosa ne pensi?

 

 

IL DIVINO NELLE FIABE

"Cinque in un bacello", un inizio per poter riflettere su:

Quando eri piccolo il Divino era rappresentato dai tuoi genitori o avevi gia' la percezione di Dio? Quando hai "demolito" interiormente i tuoi genitori e quando hai iniziato ad avere compassione per loro?

Ce l'hai col mondo e con la vita? Oltre al tuo mondo, senti e percepisci che ci sia altro? Ti senti nutrita nella tua crescita all'interno della comunita', all'interno della vita stessa?

Hai fretta per i tuoi desideri? Riesci a prendere le cose come un gioco? Accetti e sei distaccato nei confronti degli eventi? Hai una visione ampia o ristretta del tuo mondo?  Percepisci i cicli delle stagioni?

Ti affidi al disegno piu' ampio? Ti abbandoni con fiducia totale ad esso?

Se e' nata una pianta tra le crepe del muro, allora anche tu guarisci. Hai mai notato questo nella tua vita? Quali miracoli hai notato nella tua esistenza (visto che il miracolo nasce dall'accettazione)?

 

 

IL DIVINO NELLE FIABE

"I tre capelli d’oro del diavolo", un inizio per poter riflettere su:

Hai una fiducia incrollabile nella vita? Ossia hai fede o hai paura? E di cosa? Sei convinto che la vita ti ponga delle prove impossibili da superare? Hai fede nel tuo cammino? Segui te stesso? Pensi che se qualcuno ti chiede una cosa e' perche' sei certamente in grado di dare la risposta? Se mi mettono alla prova vuol dire che sono in grado di superare la prova, e' vero per te? In pratica: hai fede nella vita? Sei consapevole della tua buona sorte interiore?  Ti affidi al disegno piu' ampio?

Sei consapevole del tuo valore come essere umano? Quindi ti fidi dell'istinto e intuito o tendi a controllare la situazione col ragionamento? Hai la sensazione che le cose si compiano da sole? Cioe' hai fede nella vita e in Dio? O pensi che devi sempre intervenire e controllare?

Il destino: piu' tenti di manipolarlo e piu' si compie, come se tu pagassi un prezzo perche' lo hai manipolato, ma se non lo manipoli non si sa come si potrebbe compiere. Pertanto la manipolazione fa semplicemente parte del percorso di crescita che ti serve per evolvere, e' cosi' per te?

Come lo vedi il tuo destino? ...e il tuo compito? Cio' che e' tuo (il tuo destino, il tuo compito) nessuno te lo puo' rubare, ci credi?

Sei "figlio della fortuna"? Cioe' hai delle intenzioni pure? Sei una persona vera e pura, cosi' che gli altri si disarmino di fronte a te? L'essere puri disarma, sei d'accordo? Credi di venire imbrogliato perche' sei puro, o la tua purezza ti aiuta a disarmare? Sei disarmante al punto da impietosire?

Sei ingenuo? Se si', come risolvi la tua ingenuita'?  Tendi a dare per scontato che gli altri siano buoni e puri come te? Eri un bimbo ingenuo? Ossia avevi un lato ombra, una non conoscenza, un vuoto che poteva e puo' essere invaso dalla perfidia degli altri?

Accetti di conoscere cosa c'e' dietro alla purezza? Ovvero accetti di eliminare il negativo che puo' emergere dietro alla consapevolezza (cioe' il prezzo che puo' esserci dietro alla conoscenza... in pratica, cosa ci sta dietro alla pianta che non da frutti e alla fontana che non da piu' vino)?

Nella purezza, sei consapevole che devi comunque compiere il male? Ossia, accetti di "uccidere" interiormente? Riesci ad uccidere il rospo (cio' che di te fa danno), il topo (il pettegolezzo), etc?  Come ti senti dovendo dire che bisogna "uccidere il rospo"?

Fai fatica ad accettare che sulla terra ci sono i cattivi e le cattive intenzioni? Crescere e' accettare di guardare il male anche andando all'inferno, ci riesci?

Pensi che il diavolo possa avere la meglio su Dio? L'aspetto femminile positivo, come la nonna del diavolo, puo' aiutare a lavorare sul maschile negativo: dato che il maschile negativo non va affrontato di petto, ma raggirato, usando pertanto, tutte le risorse del femminile.

 

 

IL DIVINO NELLE FIABE

"Il bosco magico", un inizio per poter riflettere su:

Qual'e' il tuo punto di non ritorno? Ossia com'e' il tuo tiranno interiore (ammesso che ci sia)?

Sai che tutto cio' che ti circonda e' magico? Percio' sai che ti aiuta, se lo onori, lo riconosci e se sei in armonia con esso? Sai che quando invece non riconosci l'armonia intorno a te, resti inglobato nel tuo stesso male?

Ti fidi delle tue capacita', al punto da percepire di avere una forte protezione intorno a te? Sei una persona che attira e magnetizza gli altri? Hai una forte identita', un senso di completezza e di equilibrio?

Il tuo maschile e femminile interiore sono in equilibrio, ossia sono la somma di tutto?

Hai la consapevolezza che dentro di noi abbiamo la spinta a riproporre e riprodurre "l'insieme" del boschetto sacro? Ossia la tendenza all’aggregazione? Sai che ogni singolo albero e' gia' di per se un boschetto?

 

 

IL DIVINO NELLE FIABE

"Kelevala" (fiaba finlandese), un inizio per poter riflettere su:

Come vivi la noia? Cosa ti succede quando sei saturo di una situazione (emotiva, fisica, psicologica, etc.)? Quando ti annoi come reagisci? Tendi a dover creare molto movimento? Oppure ti senti cosi' affidato che ti lasci cullare, tanto poi e' sufficiente un solo piccolo gesto per creare un cambiamento? Ovvero sei consapevole del tuo potere, al punto che, se anche ti annoi non importa, dato che qualsiasi gesto tu faccia, anche semplice, puoi cambiare le cose? Cosa pensi di poter fare di diverso dalla tua quotidianita' per non...?

Il tuo femminile e' accogliente come quello della Dea? Sai accogliere il tuo stesso senso della noia? Quando ti annoi riesci a fare qualcosa di lieve e delicato, anziche' cose eclatanti e troppo evidenti? Hai mai notato nella tua vita che cambiando un piccolo atteggiamento hai successivamente avuto grandi risultati? Sei consapevole che puoi creare grandi cose da piccoli gesti?

Cerchi di sapere sempre il perche' delle cose? Sei una persona che tende a dire: "che senso ha...", "...ma e' tutto inutile", "a cosa serve fare certe cose se poi si muore?" Ossia pensi di avere sempre la razionalita' allertata? Oppure pensi che le cose possano anche avvenire semplicemente perche' forse sono "scritte"?

Credi che esista una sorta di predestinazione?

Pensi che tutto sia frutto di una casualita' o ritieni che la mente divina sia cosi' cristallina e chiara da far accadere le cose nel momento giusto e perfetto, al punto che tutto appare come una casualita'?

La Dea "non decide" di creare, ma semplicemente si muove: le uova cadono e cosi' tutto inizia a compiersi. Il momento preciso in cui nascono le cose e' frutto di una Casualita' Eccelsa, cioe', come dire:  "eravamo talmente predestinati" che e' bastato un piccolo movimento (della Dea) a dare vita ad una nuova terra (la Finlandia).

L'Apparente Casualita' Eccelsa: ovvero la staticita' che, quando e' satura, esplode in un movimento continuo fino a quando anche quest'ultimo sara' saturo... cosi' che automaticamente, succedera' qualcos'altro. Percio' e' sempre un piccolissimo movimento che da inizio ad una nuova creazione, in contrapposizione alla precedente staticita'.

 

 

 

 

"Dio puo' guardare la sua Opera

solo con gli occhi della sua Opera:

sguardo di Uomo

traboccanza di gioia

cuore infinito".

 

 

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