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Il Racconto e la Vita

 

 

 

 

 

il RACCONTO e la VITA        

(Area riservata al confronto e alla sperimentazione)

 

 

 

 

LA VITA E IL RACCONTO,  IL RACCONTO E LA VITA

(Ispirazione tratta dal capitolo del GRANDE ANIMALE MORENTE da “Il giardino dell’Eden” di Hamingway e dal romanzo "Il Miglio Verde").

Cosa unisce le nostre vite e da valore ad esse? Probabilmente ogni inizio, ogni punto culminante ed ogni fine di qualsiasi esperienza umana.  Ogni vita ne e’ piena e ognuno di questi istanti e’ un racconto!

Proprio grazie alla narrazione, le vicende umane possono vivere per sempre... in eterno.

Col racconto in generale, ma soprattutto col racconto fantastico, il quotidiano della vita viene esteso oltre il confine di se stessi.  In pratica, ci si "consegna all'eternita' " proprio donando agli altri un'esperienza che, da privata, diventa comune a tutti e in quest'estensione assume la veste magica di tutto cio' che e' totale e omnicomprensivo. Come un lungo filo d'oro che attraversa e rinsalda le radici e l'appartenenza al genere umano.  In pratica… "cosa c’e’ di me nel racconto che puo’ vivere in eterno? Che puo' esistere per sempre, come accade per ogni fiaba, nella quale l’eroe e' immortale e le sue azioni hanno valenza eterna? Quale aspetto della mia storia personale puo' ispirare coloro che ne entrano in contatto?"

Grazie al racconto, le nostre storie non finiscono mai: la fine serve solo al racconto.

Serve a darne un senso e a renderlo rileggibile, sconfinato e senza tempo.  Proprio come nelle fiabe, dove l'epilogo della storia, costituisce l’inizio di qualcosa di nuovo nella vita.

Nel racconto fantastico, la conclusione e’ infatti la fine di tutti gli incantesimi, il superamento dei limiti, degli ostacoli e infine, il raggiungimento degli obiettivi.

Percio' scrivendo di un’esperienza che ci ha toccati, il punto conclusivo della stessa subisce la medesima trasformazione alchemica dichiarata e garantita dal finale di ogni fiaba: "....e vissero felici e contenti".

Praticamente, non c’e’ fine laddove la fine stessa spiega e presuppone la presenza di tutto cio’ che e' esistito prima, confermandone l’importanza (sia nel racconto, cosi' come nella vita).

Non c'e' fine dunque, se non per cio' che si e' raccontato... e superato.

Nella vita ci saranno sempre nuovi inizi.

 

Siamo figli del racconto

Il racconto attiva le nostre risorse interiori, le richiama alla vita, come un Dio che resuscita i morti.

Il racconto e' la nostra anima che sopravvive alla morte.

Le sincronicita' che rendono cosi' poetica la vita e il racconto all'unisono, sono come brevi fiabe che irrompono nella nostra vita.

Le fiabe sono storie nel passato che consentono al nostro presente di accedere all'area oscura dei fenomeni sincronistici, dove la soluzione emersa nella fiaba e' anche (in questo preciso momento) l'unico possibile futuro.

La sincronicita' e' una porta sull'altro mondo che dovra' succederci.  Non siamo liberi, dunque! Ma liberi lettori di storie fantastiche! Questo si'. Con grande possibilita' di lieto fine.

L'uomo non e' libero perche' puo' solo essere felice, e le fiabe ci indicano come.

Le fiabe sono squarci nello spazio / tempo, nel quale all'uomo e' offerta la possibilita' di sbirciare.

Con la fantasia siamo liberi di andare e venire dal mondo "Altro" per trovare la magia della vita e la felicita' qui, nel nostro mondo.

Percio' sacrifichiamo pure un po' di conoscenza razionale per tutto cio'.  Ne vale la pena.

 

 

 

 

 

 

PROPOSTA  A  CHI  MI  STA  LEGGENDO

 

 

 

 

Presupposti:

 

 

 

 "Ricordi qualche avvenimento che ti sembra essere veramente inspiegabile,

        successo a te o a persone di tua conoscenza ?"

 

 

"A quali episodi straordinari hai assistito nella tua vita, sia positivi sia

       apparentemente negativi?"

 

"Sei al corrente di eventi che sono frutto di strane e apparenti coincidenze?"

 

 

"Quali fatti raccontati da altre persone, avresti voluto che fossero stati storia tua?"

 

 

"Quali eventi altrui, strani e strabilianti, ti hanno poi riguardato direttamente?"

 

 

"Ci sono dei fatti della tua vita che hanno il sapore del miracoloso?"

 

 

 

Sicuramente si'.  E' successo a tutti.

Allora ti propongo di scegliere uno di questi eventi e di trasformarlo in un racconto fiabesco, che infonda la sensazione di qualche cosa che "stiamo tramandando al prossimo di bocca in bocca"...  cosi' come l'Umanita' ha sempre fatto con le fiabe, le favole, le saghe, le leggende, i racconti di ogni tipo, etc.

Non preoccuparti.  E' molto piu' facile di quanto tu possa credere. E' sufficiente seguire le:

 

 

 

ISTRUZIONI

 

 

.  Scrivi in dettaglio il fatto strano e inspiegabile, accaduto a te o ad altre

   persone che conosci.

 

.  Rileggi quanto hai appena descritto.

 

.  Su una pagina nuova inizia a scrivere "C'era una volta tanto tanto tempo

   fa..." Senza staccare la penna dal foglio, prosegui di getto e senza

   pensare.

 

.  Quando senti di aver finito, aggiungi di seguito una breve nota con le tue

   sensazioni, pensieri ed emozioni, rispetto all'esperienza appena fatta.

   In pratica, cosa hai provato nell'aver tramutato in fiaba una vicenda

   particolarmente strana della vita.

 

.  Inoltre, cosa hai scoperto di nuovo, rispetto alle tue solite modalita' di

   pensiero e comportamento che gia' conoscevi di te stessa/o.

 

.  Ora, dopo averla riletta, prova a verificare e annotare:

    - quali sono gli elementi locali e specifici nella tua storia (ovvero quelli

      tipici della realta' quotidiana);

    - quali sono invece i fatti che hanno assunto un aspetto piu' ampio e

       globale (quindi quelli che sono il risultato della trasmutazione da

       realta' a fiaba).

 

. Infine:  quali fattori locali hai eliminato? Ovvero quali requisiti hai ritenuto

   di scarso interesse ai fini del racconto?

 

. Bene,  ... ora dai un TITOLO alla tua fiaba!

 

 

 

Poi se vuoi...

...puoi inviarmi il tutto all' indirizzo di posta elettronica:

 

 

 

 

fiabopoli@libero.it

 

 

 

 

(Mi riservero' di decidere l'eventuale pubblicazione in questa pagina, sia dei fatti reali sia della fiaba, cambiando il nome dell'autore, SOLO SE ESPRESSAMENTE RICHIESTO.

In ogni caso mi impegnero', appena possibile, a risponderti via e-mail o se preferisci anche telefonicamente.

Forniro' osservazioni e commenti sui contenuti emersi, per un confronto diretto con te, soprattutto rispetto alle sensazioni provate e alle scoperte fatte grazie a questa esperienza.

E' percio' importante che mi lasci sempre i tuoi dati completi, unitamente alle tue intenzioni rispetto alla corretta gestione degli stessi.)

 

 

 

 

Grazie per l'attenzione e collaborazione

 

Giovanna Cantoni

 

 

 

 

 

 

 

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